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La cultura a Perugia necessita di un cambiamento.

Foto di repertorio mostra Fabbroni (i)

—– COMUNICATO STAMPA —–

Più equità nelle scelte degli amministratori, per il mondo del Terzo settore.

 

Perugia, 6 febbraio 2015. È inequivocabile e indiscutibile per chiunque come Perugia sia una città culturale. Lo dimostrano le tante grandi e piccole Organizzazioni che quotidianamente si adoperano per promuovere iniziative, eventi, attività di informazione e formazione e di crescita della città, per la città; oltre al grande patrimonio storico e artistico di cui è dotata la città stessa.

Queste organizzazioni svolgono ogni giorno un lavoro incredibile e importante, indipendentemente dalle loro dimensioni, ispirazioni e nelle più svariate forme, come ad esempio Associazione e Fondazioni, siano esse di origine pubblica o privata.
Di queste, tra le tante, ne fa parte dal 2013, la Fondazione Fabbroni, dedicata alla figura del maestro Fernando Fabbroni, artigiano decoratore e artista che insieme alla famiglia Spagnoli, diede vita al primo parco divertimenti d’Italia, la Città della Domenica.
Abbiamo costituito la Fondazione, quando mio nonno Fernando era ancora in vita, con l’intento di promuovere arte e cultura attraverso le sue opere e i suoi saperi, oltre che nell’accezione più ampia di tutto ciò che riguarda l’arte e la cultura. – spiega Eleonora Fabbroni, Direttore volontario come tiene a specificare proprio per l’impegno in un ente culturale no profit che ha forte legame con la famiglia – La Fondazione ha un fondo patrimoniale costituito da circa 2000 quadri e 700 sculture di Fernando Fabbroni, oltre al patrimonio pubblico che tutti possiamo ammirare e che mio nonno ha lasciato alla città con il suo lavoro di decoratore, ovvero restaurando i soffitti del Duomo e i decori di Palazzo della Penna. Poi ha alcune opere di altri grandi artisti umbri e perugini come Bacosi, Raponi, Venanti, Orfei e Giovagnoni. Abbiamo acquisito alcune opere di artisti contemporanei che le hanno donate e stiamo predisponendo l’acquisizione del patrimonio immobiliare costituito dalla tenuta in cui a sede la Fondazione.” A questo si affiancano le numerose iniziative della Fondazione Fabbroni come l’ormai sentito e conosciuto progetto echogreen e festival dello sviluppo ecosostenibile delle aree lacustri.
Un mondo quello delle Associazioni e Fondazioni, che il Governo Renzi ha ben chiaro di dover valorizzare con una riforma dedicata al Terzo settore, che ha già mosso i primi passi, aprendo la possibilità ai lavoratori in cassa integrazione, di svolgere il volontariato, e con l’aumento della detrazione fiscale per le donazioni spontane, prevista nella legge di stabilità (per le donazione effettuate a partire dal 2014 è possibile detrarre il 24% su importi massimi di 2000 euro annui).
È importante considerare questo tipo di organizzazioni – prosegue Eleonora Fabbroni – Non come delle scatole vuote e ingrigite ma come soggetti capaci di creare valore e sviluppo. Segue infatti la scia del Governo, proprio la nostra Regione Umbria, che nell’ultimo bando per i tirocini formativi retribuiti non ha incluso solo le imprese, ma anche le organizzazioni proprio del Terzo settore, aumentando così le opportunità per i giovani.
Un settore quindi che si regge sul volontariato, ma non solo, che si regge anche sui contributi pubblici e sulle donazioni spontanee.
L’economia di queste Organizzazioni è quindi legata per lo più al fundraising che avviene in molti modi e con molteplici canali e che la crisi mette a dura prova, nonostante la nobiltà del gesto e l’importanza di tali raccolte fondi.
Leggo con notevole stupore – dichiara Fabrizio Fabbroni, presidente della Fondazione – come due consiglieri del Comune di Perugia, si siano adoperati nel coinvolgere tutti gli eletti della nostra amministrazione, a partecipare alla raccolta fondi a sostegno di un ente culturale privato. Gesto lodevole, non c’è dubbio e che nella sfera personale di ciascuno troverà certamente riscontro positivo. Mi duole però sottolineare che un ruolo istituzionale quando esce dalla sfera personale come in questo caso con tanto di dichiarazioni, innesca il meccanismo della diseguaglianza, trovandosi tutte le Fondazioni nella stessa situazione di dover attivare la raccolta fondi per il loro sostentamento“.
Perugia e l’Umbria hanno molte Fondazioni, di origine privata, pubblica e bancaria ad esempio. Nate e costituite per la tutela di patrimoni, per la diffusione di valori, per la promozione della cultura. La Fondazione Sergio per la musica si colloca tra queste, insieme a molte altre come la Fondazione Fabbroni. Tra le due sussistono persino alcuni stretti legami perchè costituite sulla memoria di personaggi importanti per la città e che hanno dato molto a Perugia, nelle loro rispettive attività; perchè un’amicizia personale ha legato Fabrizio Fabbroni e Sergio Piazzoli che in diverse occasioni era stato alla Fondazione Fabbroni anche per discutere di alcune collaborazioni e va quindi alla Fondazione Sergio per la musica l’augurio di un grandissimo successo.
È chiaro per tutti che Perugia deve cambiare. Perugia ha bisogno di equità, di merito e di una gestione della cultura che sia unitaria e integrata e che valorizzi ogni soggetto che si impegna in essa. Non dimentichiamo che la cultura è apertura.
Confido, quindi, che i nostri amministratori e rappresentanti istituzionali del Comune di Perugia
, – conclude Eleonora Fabbroni – pongano un’attenzione più equa alle Organizzazioni culturali della città, affinchè si creino le condizioni per fare di Perugia, non una città culturale come tante ce ne sono in Italia, ma la Città della Cultura, senza scadenze e senza date, per sempre.

 

 

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